La politica come servizio alla speranza

 

La crescente disaffezione per la politica che si avverte specie tra i giovani è un sintomo e anche una causa della profonda crisi che oggi investe il cosiddetto mondo occidentale e che mette in pericolo lo stesso concetto di democrazia partecipativa che è alla base delle nostre società. 

Crisi profonda, perché crisi di motivazioni e di fini. Della quotidiana attività politica si evidenziano con fastidio atteggiamenti strumentali o di profitto personale e si tende a rinchiudersi nel privato o, nel migliore dei casi, in forme pur lodevoli di servizio nel volontariato. 

Per queste ragioni ci è sembrato opportuno proporre alla riflessione comune un argomento che è centrale nel pensiero e nella testimonianza di Giorgio La Pira: la politica come servizio alla speranza - individuale e collettiva -, come passione civile, come fiducia nella capacità di "proporzionare le mura della città terrena - diceva La Pira -a quelle della Gerusalemme celeste" (comunque, laicamente, questa opera si voglia interpretare). 

Si tratta di illusioni? Di patetico ottimismo? Di pie esortazioni consolatorie dell'angoscia che in questi giorni ci sentiamo dentro? Noi crediamo che, al contrario, sia oggi più che mai necessario misurarci su questi temi. 

Per questo abbiamo ritenuto opportuno pubblicare le riflessioni che hanno svolto Antonio Maria Baggio, docente di Etica Politica alla Pontificia Università Gregoriana e Massimo Cacciari, filosofo ed esponente politico, che trattarono l'argomento "Politica e Speranza" in un incontro con questo titolo promosso dalla Fondazione La Pira; e la relazione che, sullo stesso tema, è stata tenuta da Vannino Chiti, Deputato al Parlamento e Coordinatore della Segreteria Nazionale DS su invito della Fondazione Balducci alla quale va il nostro ringraziamento. 

Il volume contiene inoltre alcuni scritti editi ed inediti di Giorgio La Pira, scelti tra molti, che riteniamo fondamentali per un approfondimento del tema in questione. 

Perché non sperare? Non sperare nella pace di questa grande famiglia umana che è la famiglia di Dio; la famiglia del comune Padre Celeste! Da Lui creata, da Lui amata, da Lui redenta, a Lui, per tutta l'eternità, destinata. 

Si sa: la speranza è, in certo senso, un'avventura ed un rischio: ma forse che, pel rischio di perdere la semente, il contadino smette di seminare? 

C'è una fede nel suo gesto di seminatore: la fede nel mistero di creazione e di amore che la terra serba nel suo seno. (Giorgio La Pira, 1955)